ALESSANDRO MERLO

Torinese di origine, Alessandro Merlo con gli anni si è indirizzato sulla pittura con una formazione liberissima, seguendo corsi sia a Torino  sia all’estero soprattutto in Francia e Spagna .Da anni predilige dipingere paesaggi “en plein air” variando con tecniche dall’acquerello all’olio su tela lavorando accanto ad artisti affermati quali Noemi Barberà Babiloni.Vi è nella pittura di Alessandro Merlo il sentimento delle cose, l’attenzione per il mondo che lo circonda, per paesaggi, alberi e boschi. Ultimamente la sua ricerca si è orientata sul ritratto, teso a rendere visibile l’anima dei soggetti, affidandosi a “ colori che maturano di notte” citando la grande poetessa Alda Merini.Ha all’attivo mostre collettive e personali, tra le più recenti ricordiamo: Vigevano Spazio Contarte; Torino Accademia Pictor, bi-personale con Noemi Barberà Babiloni; Torino Galleria La Conchiglia; Borgaro T.se Hotel Atlantic; Londra Art Gallery "The Tabernacle". Ha partecipato al Progetto itinerante “La Via Crucis e la sua spiritualità con il Collettivo 37 di cui è membro direttivo. Nel 2016 ha partecipato alla  personale “Natura Mundi” presso la medioevale“Casa degli affreschi” di Novalesa e all’esposizione “L’espiritual en l’art” in Spagna.Come sottolineato dalla critica Cinzia Tesio, Merlo dipinge  delicati incantesimi, con la grande forza dell’uso del colore ad olio ed il pieno-vuoto dell’acquarello, avendo con la natura lo stesso rapporto esclusivo dei bambini e dei poeti Importante la sua partecipazione alla mostra “Frammenti di arte moderna e contemporanea” presso Artgallery37 di Torino che lo ha visto protagonista accanto a nomi quali:Emilio Vedova,Ennio Morlotti,Marc Chagall,Giorgio De Chirico.Nel 2017 partecipa con la personale “Migrantes:dagli abissi della coscienza alla cruda realtà” al Progetto itinerante “Viaggi immaginari di 5 artisti contemporanei” al Museo Commenda di Prè a  Genova, poi ospitato a Scicli presso il Centro Vitaliano Brancati e all’Artgallery37 di Torino. Sempre nel 2017 Cuba lo ha visto protagonista della mostra “Torino-L’Avana,anima unica” con il Collettivo 37. Una sua opera è stata esposta presso il foyer del Teatro Puccini di Torre del Lago e pubblicata sul catalogo dell’ Editoriale Giorgio Mondadori” (2017) dedicato a Giacomo Puccini dal titolo “Vissi d’arte,vissi d’amore” a cura di Marilena Cheli Tomei e Lodovico Gierut .Sempre nel 2017 è stato invitato a realizzare un’opera nel contesto della mostra “Artisti per Nuvolari” nella Casa Museo Sartori di Castel d'Ario e pubblicata sul relativo catalogo. Le sue opere fanno parte di collezioni private e sono conservate in Italia presso musei ed enti istituzionali.

Attualmente è Socio Fondatore dell’Associazione Culturale Collettivo 37 di Torino e Direttore Artistico  della Galleria d’arte moderna e contemporanea Artgallery37 di Torino.

 

 

 

 

ALESSANDRO MERLO E IL SUO UNIVERSO INTERIORE.

testi critici di Cinzia Tesio -Storico dell'arte

 

Torinese di origine, Alessandro Merlo ama, fin da bambino, dedicarsi al disegno e alla pittura, collezionando "visioni storiche dell’arte", ma soprattutto dipingendo, apparendo così sempre più un artista singolare ed esclusivo amante delle tecniche artistiche.Vi è nella pittura di Alessandro Merlo il sentimento delle cose, l’attenzione per il mondo che lo circonda, per paesaggi, alberi e boschi. Il tutto quasi imposto da questa nostra Terra di Piemonte e dalla frequentazione di tanti autori: e tra questi Luigi Boccardi, Piera Luisolo e Giulia Gallo, noti non solo per la bravura pittorica ma anche e soprattutto per la capacità di trasmettere l’amore per l’arte agli altri.La serie degli alberi può essere definita come "un’arte che diventa sogno", mito di un tempo perduto, di una natura straordinariamente lontana dalla tecnologia inquinante, dalle tangenziali "occupate", dalle colonne di automobili, da una folla anonima che si sfiora senza conoscersi e senza far nulla per conoscersi. Una pittura che va ben al di là di una sottesa ingenuità, per suggerire un itinerario alternativo, una possibile strada verso una nuova avventura dell’uomo in diretto rapporto con la propria segreta interiorità.

Così, con eterna freschezza, entusiasmo e con una dote istintiva di genuinità, Alessandro Merlo ha intrapreso e poi continuato a dipingere, pur con la grande forza dell’uso del colore ad olio ed il pieno-vuoto dell’acquarello, delicati incantesimi, avendo con la natura lo stesso rapporto esclusivo e totale dei bambini e dei poeti. Un’arte fatta di realismo magico, dove il sognare è ancora un dono fatato e senza incubi, dove il cuore non dimentica il dolce colloquio con le semplici armonie.Ultimamente grande attenzione viene anche riservata al ritratto. In questo ambito emerge, dai volti raffigurati, una pittura che si muove tra realismo e modernismo, al di là di rigide scansioni cronologiche. La libertà di misurarsi con linguaggi espressivi differenti dipende dal soggetto che ritrae. E nel colorismo delicato compaiono ritratti di bambini o adulti affidati al dato impressionistico della sensazione e della profondità caratteriale da raffigurare; il sentimento è uno dei tratti distintivi della sua arte. Non solo le scelte formali, ma la stessa tecnica varia in relazione al soggetto, alla disposizione della fantasia dell’artista, "allo spirito dell’istante". Se la pittura è linguaggio, essa si deve modulare sulla realtà rappresentata. E’ necessario osservare e ascoltare le cose e le persone. Nelle due opere della via Crucis, con una attenzione particolare alla "Veronica che asciuga il volto di Gesù" emerge la necessità di andare a fondo, di capire cosa renda ogni figura unico e tale. Come in un esame autoptico Alessandro Merlo non lascia nulla al caso, ogni particolare è dettaglio fondamentale, fonte di informazione indispensabile. La cura, la minuzia con cui ha realizzato questo lavoro dimostrano la delicatezza dell’argomento trattato, della sua vulnerabilità emotiva.