MARCO VIGO

Quella dell’artista Marco Vigo è un’arte di approdo e, al contempo,  una profonda ricerca di origine. L’artista vive le tensioni della sua isola e del mare intorno animato da  una convulsa gestazione  identitaria.. Nella sua arte, colma di intensi reflussi creativi, le linee di demarcazione materica e tonale tendono a dinamizzarsi seguendo le imprevedibili rotte dell’acqua colta nell’ infrangersi sulla costiera. Il rapporto di incontro – scontro tra l’acqua e la roccia sono elementi fondanti nell’arte di Vigo così come il suo stretto rapporto con l’elemento naturalistico . Metaforicamente la sua ricerca appare come sintesi di un’avventura speleologica vissuta con forte partecipazione emotiva e al contempo con rigore quasi scientifico. Le strutture dei paesaggi fisici in cui vive a loro volta lo abitano interiormente inducendolo a compiere un profondo  viaggio intimistico cui la sua arte colta e vigorosa sa dare opportuna  voce. Le sedimentazioni inconsce depositate nella memoria e nel vissuto, si addensano   ed emettono una luce che pare intessuta nella struttura stessa della materia che compone l’opera. L’Arte di Vigo si manifesta e prende forma quasi per stratificazione geologica imponendo un linguaggio intenso e viscerale che spesso precipita nell’armonia, con una capacità visionaria di indiscutibile valore. Il non essere del tutto terra, il non essere del tutto mare, è l’aspetto generativo di quel conflitto interiore che si placa e si esteriorizza attraverso l’arte della non forma di cui l’artista Marco Vigo è degno rappresentante. Ancora una volta l’arte informale dimostra di abitare le sconfinate terre del nostro sentirci liberi, del nostro vivere le emozioni oltre le partiture imposte dalla razionalità di confini quotidiani…. troppo stretti, forse, per cogliere il senso di ciò che siamo nella nostra reale essenza…..

Roberto Borra